Il mondo del clubbing oggi è l’assenza dei set live, del floor, del contatto, delle serate nei club . A Roma, una delle capitali europee della musica elettronica, questa è una mancanza che pesa, si sente, anche sulle produzioni. Oltre che per le inevitabili ripercussioni economiche sul settore del clubbing e sul comparto dell’Intrattenimento, le produzioni musicali al tempo del covid sono differenti perché l’ispirazione arriva da prospettiva inedita. Cosi anche per Sirocco e Zefiro, i venti del clubbing sulla pandemia. Sirocco. Lo scirocco magrebino, l’Euro greco e romano, il vento caldo che scorre dall’aurora. Zefiro. Il vento moderato, a volte freddo e mutevole eppure saldo nella sua promessa, il vento che anticipa la primavera, l’araldo del cambiamento.

La Prossimità del Turismo sostenibile
Nel 2015 Nielsen stimava una crescita progressiva della considerazione di prodotti orientati alla sostenibilità nella considerazione del campione osservato. Il trend, sostenuto dalle posizioni dei nativi digitali, era amplificato dal rinnovato interesse della generazione dei baby boomers. Che non si trattasse di un trend aleatorio, fu poi chiaro dalle successive stime prodotte dall'Organizzazione Internazionale del Turismo, le cui proiezioni indicavano un incremento dei viaggi ecologici di oltre un miliardo e mezzo al 2020. La pandemia non ha fatto altro che consolidare quelle proiezioni, trasferendo le priorità del turismo sostenibile al turismo di prossimità.

Il turismo di prossimità cercato dagli ospiti delle strutture ricettive oggi, è un turismo d’esigenza dovuto all’emergenza sanitaria del covid-19 che però non nasce a causa della pandemia. Il trend delineato dalle Nazioni Unite era una realtà consolidata nel gennaio 2020, confermata dall’interesse dei miei clienti e delle associazioni di riferimento. Si trattava di un interesse che rispondeva anche alle opportunità offerte dagli istituti di credito europeo a prodotti finanziari d’interesse ecogreen ma da cui non era dipendente. Nel 2020 i trend del turismo sostenibile si sono trasferiti al turismo di prossimità, così l’ottimizzazione degli investimenti di una struttura ricettiva nel 2021 non può prescindere da un approccio sostenibile al proprio territorio di riferimento.

Il secondo articolo della serie PROBLEM SOLVING inaugurata con Investimenti sostenibili per un turismo di prossimità – e proposta dall’autore quale professionista di problem solving alberghiero nelle forniture per il settore ricettivo – prosegue l’obiettivo di offrire spunti di riflessione e idee in un periodo in cui l’importante non è che si parli di “voglia di uscire dalla crisi” ma che se ne parli con l’adeguato spessore di competenze e senza limiti di caratteri. Il primo approfondimento si concludeva rispondendo a una domanda in parte retorica, il cui contenuto fa da incipit a questo articolo. Il rispetto delle norme sanitarie e delle limitazioni di movimento che tipo di turismo ci stanno proponendo, sostenibile o di massa?

Riproponendo, perché oggi parlare di turismo sostenibile significa parlare di turismo di prossimità e di riscoperta del territorio anche da parte delle strutture ricettive che vi operano. Oggi più che mai quando con i miei colleghi parliamo di turismo sostenibile lo facciamo sempre da una prospettiva di ottimizzazione degli investimenti per gli albergatori. L’interesse è quello di fornire strumenti operativi utili anche per il periodo conseguente l’emergenza. Smart working, covid-hotel non solo inteso come degenza in quarantena, school-hotel, sanificazione, sono tutte soluzioni che nascono dalla necessità del momento e che per essere applicate richiedono un aggiornamento degli albergatori in dialogo con i loro territori di riferimento. Una migliore confidenza del territorio favorisce iniziative come il cicloturismo o l’abbinamento di albergo, fotografia e ambiente. L’emergenza sanitaria ha dato un’ulteriore spinta ai trend del turismo sostenibile, oggi turismo di prossimità.

Prima di continuare è bene chiarire cosa significa Turismo sostenibile. Un format che tiene conto di più fattori: i bisogni dei viaggiatori e del territorio visitato, considerato come meta turistica e come risorsa preziosa da proteggere e migliorare.

Il Turismo sostenibile è un sinonimo di turismo responsabile che nasce per lo sviluppo e il sostegno di un territorio e che permette al viaggiatore di conoscerlo senza arrecare danno. Questo tipo di turismo inizia dalle abitudini degli ospiti in camera e prosegue nella misura in cui si sfruttano e utilizzano le risorse della struttura ricettiva e dell’ambiente circostante.

Il Turismo sostenibile è accolto nel sinonimo di Turismo onlife, trend indicato da Francesco Tapinassi, direttore scientifico del Buy tourism online di Firenze del 12 e 13 febbraio 2020: “Onlife vuol dire riportare al centro l’idea di una tecnologia amica che aiuti anche a recuperare il turismo delle relazioni“. Il Bto 2020 abbracciava il tema dell’ecosostenibilità riportando le persone al centro di un mondo in cui la tecnologia “ha modificato il rapporto tra persone, macchine e natura“.

BTO2020 | Turismo Onlife in pillole
La digitalizzazione e la raccolta dati possono aiutare a capire cosa sta per accadere un secondo prima che accada, che per un’azienda può significare vita o morte – Francesco Tapinassi

La pandemia covid-19 ha confermato l’importanza di un trend in essere e alimentato l’importanza del Turismo sostenibile come motore del Mercato del Turismo del futuro. Riporto un passaggio del messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Giornata Mondiale del Turismo del 27 settembre 2020: “Nella ricerca di un recupero da questa crisi profonda, la ripresa in condizioni sicure del turismo è essenziale, anche per lo sviluppo rurale, che costituisce il tema della Giornata Mondiale del Turismo di quest’anno. Abbiamo un’opportunità inedita di trasformare la relazione del settore del turismo con persone, natura, clima ed economia. Occorre per questo garantire un’equa distribuzione dei suoi benefici e accelerare la transizione verso un’economia del turismo libera dal carbonio e resiliente.”

All’inizio del 2020 fornivamo quella consulenza necessaria per accompagnare le strutture ricettive interessate ad investire sul sostenibile. Ci sono dei percorsi obbligatori da seguire per diventare una struttura ricettiva eco-sostenibile:

  • Riduzione degli sprechi alimentari
  • Ottimizzazione dei consumi di acqua
  • Attenzione al basso consumo energetico
  • Differenziazione e riciclo dei rifiuti
  • Interventi strutturali con materiale adeguato
"Tutto questo è possibile utilizzando sistemi di misurazione condivisi a livello internazionale. È importante misurare anche quanto la nostra attività si caratterizzi per un impatto socioeconomico favorevole al territorio e alla popolazione locale. La collaborazione costante con figure professionali debitamente formate sul tema della sostenibilità è fondamentale per creare un percorso di adaptive management che varia e si adatta in base all'analisi degli effetti che la propria struttura ha sull’ambiente e le persone." - scrivevo nella prima parte de I passi fondamentali per creare una struttura Ecosostenibile che pubblicai il 26 febbraio 2020.
  • Formazione di profili professionali per la best practice ecogreen.
Aggiungendo che "in tal senso, mancano ancora percorsi professionali, tali da formare una figura completa. Molto spesso si tende a istruire risorse non specifiche già presenti nel proprio team di lavoro, con risultati non sempre all'altezza di una mission così importante".

Questo era il turismo sostenibile d’interesse richiesto prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria. Dopo la quarantena della primavera 2020 la priorità era diventata, è tuttora, l’adeguamento alle norme di contenimento e sicurezza sanitaria con tutte le note difficoltà sulla scelta degli investimenti necessari. Non funzionano soluzioni circoscritte a un problema specifico come i bonus vacanze che agiscono sul credito d’imposta, minore è l’operatività di una struttura e minore è il credito che può vantare. La sostenibilità di una struttura ricettiva dava e dà flessibilità economica anche nel caso di investimenti specifici. Gli operatori della ricettività alberghiera si trovano ad affrontare problematiche inusuali che per essere risolte tuttora necessitano di un problem sloving flessibile.

Lo smart working per esempio, la cui applicazione pratica è più associabile al lavoro da remoto che al lavoro agile. Nel dicembre scorso prendevamo atto che l’adeguamento alle norme sanitarie delle piccole e medie imprese italiane restava attuale. Le strutture ricettive continuano ad offrire soluzioni alle aziende i cui uffici “si sono rivelati inadeguati a garantire le regole di distanziamento e per molti lavoratori non è stato possibile tornare sul luogo di lavoro“.

La sicurezza dell’ospite, diventata la priorità dell’accoglienza ricettiva, richiede un approccio differente al dettaglio negli ambienti utilizzati durante la permanenza ma questo non significa reinventare la ruota.

Sempre più alberghi sono obbligati o scelgono per il proprio business di diventare una struttura "Plastic Free", ma come fare per le dotazioni di prodotti di cortesia?

Questa è la domanda che apriva al problem solving proposto il 14 novembre 2019 con "lo shampoo doccia solido: un unico prodotto per corpo e capelli, utilizzabile anche come normale saponetta mani. Con estratti naturali benefici per il corpo e i capelli, confezionato in carta riciclata e riciclabile" e presentato in catalogo Linea Cortesia il 23 gennaio 2020. Come per la stampante cappuccino, la saponetta monodose shampoo doccia poi si attualizzò in un contesto non prevedibile, per cui non era stata immaginata. Non nascendo al tempo del covid ma in risposta ad esigenze di settore, la sua attualità non terminerà alla fine dell'emergenza.

Le soluzioni di lavoro agile servite dalle strutture ricettive alle attività presenti sul proprio territorio trovano corrispondenza anche nelle proposte dedicate alla Scuola. La stessa attenzione va alle esigenze degli abitanti del territorio, per forza costretti a cambiare abitudini di svago e viaggio. Un discorso che riguarda non solo strutture adibite al pernotto degli ospiti ma anche quelle che offrono soluzioni in giornata come le strutture termali, gli agriturismi, le strutture insediate in riserve naturali che anche tramite associazioni offrono proposte dedicate al trekking o al cicloturismo.

La domanda di una struttura ricettiva in situazione d’emergenza è la stessa di sempre. Come attirare nuovi clienti? In un panorama definito dalle zone d’incidenza del virus, il dialogo con il territorio è un requisito fondamentale per mantenersi propositivi. L’attenzione alle norme, alle problematiche e alle esigenze di un territorio permette anche un dialogo costruttivo con le rappresentanze locali del governo con accordi diretti tra strutture e ministeri.

L’attenzione alle norme però non deve essere considerata come una semplice via di fuga, opportunità per monetizzare in tempi di crisi. L’importanza del sottolineare che una struttura orientata al turismo di prossimità dovrebbe affidarsi a personale qualificato per raccordarsi tanto con il territorio quanto con i suoi potenziali ospiti trova puntuale contesto nell’attualità. Il caso delle Terme di Viterbo chiuse per 5 giorni e multate perché trovate mancati nell’applicazione delle norme anti-covid è un esempio di “problem solving” mal pensato oltre che mal gestito. Quando poi entrano in contesto certificazioni ministeriali, i controlli periodici non possono essere disattesi. Una struttura che si propone come soluzione agile anche in regioni zona arancione e rossa, raggiungibile con prescrizione medica oppure con autocertificazione per cure termali, necessita di una comunicazione di prossimità attenta ad ogni particolare. Un esempio per assurdo: nel momento in cui una prenotazione telefonica non incide sulla possibilità di estendere l’esperienza proposta anche alla giornata successiva la prenotazione, fallisce la comunicazione tra la struttura e il potenziale ospite.

Se da una parte è chiara l’importanza della formazione professionale del personale nel dialogo della struttura con il territorio di cui si fa referente, proponendo iniziative e convenzioni, dall’altra lo è l’ottimizzazione dei costi.

Quali investimenti considerare per garantire una struttura adeguata alle normative vigenti sempre influenzate dall’emergenza covid, utili anche per quando l’emergenza sarà passata?

Consideriamo che l’emergenza sanitaria avrà ripercussioni future sull’attenzione al dettaglio degli ospiti delle strutture. Mi riferisco al tipo di dettaglio che verrà utilizzato come parametro di preferenza di una struttura e al tipo di turismo locale che sarà ricercato. Occorrerà tempo prima che si ritorni ad un turismo sostenibile libero dagli effetti del covid.

Quando si tratta di turismo sostenibile, anche nella riusata e rinnovata interpretazione di turismo di prossimità, la biodegradabilità è uno degli argomenti più richiesti e utili in problem solving alberghiero orientato alle strutture eco-sostenibili. I materiali biodegradabili più usati sono quei materiali plastici contenenti risorse agricole. Biodegradabili e compostabili, questi materiali garantiscono resistenza e tenuta simile alla plastica tradizionale e si riciclano sfruttando terreni altrimenti non coltivati. Sottolineo biodegradabile e compostabile perché un prodotto può essere biodegradabile, ma non compostabile, ossia non può essere trasformato in compost.

Lo smaltimento delle dotazioni in plastica usate in una struttura ricettiva è oggetto periodico di studio. Il progetto Fair Hotel promosso dalla Regione Piemonte indicava dodici abitudini che permettono di ridurre oltre 300 kg. di rifiuti l’anno in una struttura ricettiva. Si tratta di una ricerca che ha preso come esempio alberghi con queste caratteristiche: 24 camere, 46 letti, 1783 arrivi annuali, 4574 presenze annuali, 75 nuovi arrivi annuali in ogni camera, 191 giorni di media tra il totale dei giorni di apertura dell’albergo e il numero di giorni di camere esaurite. Consideriamo solo i rifiuti di plastica che generalmente vengono prodotti in un anno nella camera d’albergo:

  • Bicchiere in plastica, 1 per ospite, 1783
  • Flaconi di plastica, 2 per ospite, 1854
  • Busta biancheria sporca, 1 per camera, 1783

L’attenzione all’ambiente è diventata ormai una necessità e il turismo si è evoluto di conseguenza. Quasi sempre più viaggiatori scelgono di intraprendere un viaggio eco-sostenibile prenotando un hotel che abbia adottato una filosofia green. All’approfondimento degli aspetti dedicati all’ambiente e al risparmio di risorse idriche e energetiche – ma anche per una gestione con minor rifiuti – abbiamo dato spazio nella guida Green Hotel e sul blog aziendale abbiamo inserito molti spunti di riflessione a riguardo. Consigli pratici per diventare un albergo o un bed and breakfast sostenibile. Azioni concrete da iniziare ad intraprendere subito per rispettare l’ambiente e per risparmiare denaro.

Indice della Guida GREEN HOTEL scaricabile gratuitamente

Il primo passo per diventare una struttura ecosostenibile certificata è ottenere la certificazione necessaria, e questo per il settore ricettivo significa scegliere il sistema di certificazione perché non esiste un’unica certificazione standard. Una struttura ricettiva che entra in un circuito certificato che attesta i progressi fatti e quelli da conseguire, è una struttura che si propone come parte integrante di un progetto creato sul territorio e per il territorio.

Il Global Sustainable Tourism Council, oppure GSTC, è responsabile della gestione degli standard globali per il turismo sostenibile e le sue indicazioni sono utili per creare “un’univocità di informazione e di comportamenti da attuare per essere un hotel afferente al circuito delle strutture ricettive ecosostenibili“. I criteri proposti dal GSTC, aggiornati con una frequenza variabile dai 3 ai 5 anni, si sviluppano attorno a una pianificazione della sostenibilità che non considera solo l’adeguamento della struttura. Una struttura eco-sostenibile è tale quando la sua pianificazione offre:

  • massimizzazione dei benefici sociali ed economici per la comunità locale;
  • minimizzazione degli eventuali impatti negativi dell’attività sul territorio;
  • accrescimento del patrimonio culturale.

Il concetto di base è sempre quello di valorizzare la propria offerta in maniera contestualizzata, senza dimenticare il territorio di appartenenza. Il percorso, pertanto, è flessibile e non uguale per tutte le strutture, perché ritagliato in base alle esigenze specifiche di ciascun albergatore.

Stefano Mandò

Amministratore delegato Fas Italia, società specializzata in forniture per alberghi. Organizzatore e ideatore di Firenze Business, esperto di SEO e PTO, ho realizzato guide e manuali per il settore ricettivo, gestisco il blog aziendale Impresa Hotel inserendo notizie utili per chi opera nel mondo del turismo.