Il mondo del clubbing oggi è l’assenza dei set live, del floor, del contatto, delle serate nei club . A Roma, una delle capitali europee della musica elettronica, questa è una mancanza che pesa, si sente, anche sulle produzioni. Oltre che per le inevitabili ripercussioni economiche sul settore del clubbing e sul comparto dell’Intrattenimento, le produzioni musicali al tempo del covid sono differenti perché l’ispirazione arriva da prospettiva inedita. Cosi anche per Sirocco e Zefiro, i venti del clubbing sulla pandemia. Sirocco. Lo scirocco magrebino, l’Euro greco e romano, il vento caldo che scorre dall’aurora. Zefiro. Il vento moderato, a volte freddo e mutevole eppure saldo nella sua promessa, il vento che anticipa la primavera, l’araldo del cambiamento.

Turismo sostenibile: comunicare accoglienza a misura di prossimità
Come accogliere in albergo il prossimo turista giocoforza chiamato a vivere il proprio contesto territoriale vuoi tra colli e montagne, vuoi tra mare e collina, in weekend di prossimità? Come proporsi in un periodo in cui il turismo sostenibile e responsabile è promosso da associazioni convenzionate per monetizzare l'insostenibile pressione psicologica di una pandemia a zone colorate? Se il turismo di prossimità ci può aiutare a superare la crisi da Covid-19 e sue varianti, allora in che modo una struttura ricettiva può rimodellare la propria accoglienza a misura di termine? Come comunicare l'accoglienza nel Turismo di prossimità senza scadere nella speculazione d'opportunità?

Prima della pandemia il turismo di prossimità riguardava non più del 10% degli ospiti delle strutture ricettive. Se in questo momento è giusto concentrarsi su questo tipo di turismo, è pur vero che le soluzioni apprezzate da chi oggi si muove riscoprendosi turista del proprio paese non devono distogliere l’attenzione dalla prospettiva di una ripartenza sul medio periodo: il ritorno ai viaggi oltre confine, alla riscoperta di luoghi e territori stranieri, possibile solo in seguito al buon esito delle campagne di vaccinazioni internazionali. Una buona comunicazione è sempre dedicata all’accoglienza del prossimo ospite, di qualsiasi nazionalità perché è una comunicazione capace di far convergere interessi distinti, anche distanti, ma comunque partecipi a beni comuni.

Fuori questione il fatto che ogni imprenditore si reinventa in periodo di crisi, qualsiasi investimento fatto, qualsiasi riconversione utile al momento, è solo un modo per provare a superare stagnazioni e potenziali recessioni. C’è bisogno di ripartire per dare un segnale positivo a tutti, sostiene Giovanpaolo Innocenti e non posso che essere d’accordo nel sostenere la sua tesi perché il settore è pronto, formato e a norma.

Terzo articolo della serie dedicata al problem solving alberghiero, proposta dall’autore quale professionista in problem solving di forniture per il settore ricettivo. Una volta identificati i possibili investimenti sostenibili per un turismo di prossimità e stabilito che il rispetto delle norme sanitarie e delle limitazioni di movimento non fanno che evidenziare l’importanza del turismo sostenibile, la prossimità del Turismo sostenibile è recepita come la valorizzazione di un’offerta contestualizzata al territorio di appartenenza: flessibile e definita dalle specifiche esigenze dell’albergatore. In che modo comunicare l’accoglienza a misura di momento senza stravolgere la mission di una struttura?

Il settore alberghiero è tra i settori italiani più innovativi. La maggioranza delle strutture alberghiere e parallele all’ospitalità tradizionale presenti oggi sul mercato nascono negli ultimi 10 anni. Un esempio sono gli alberghi allargati che hanno reinventato l’ospitalità dei borghi italiani, rivalutandoli, esaltandone la storia e la tradizione. Le strutture ricettive a norma sono fuori contesti d’innovazione perché in esse non c’è nulla di obsoleto. Sono strutture competitive perché l’evoluzione continua del Mercato turistico è propria di una categoria fortemente competitiva. Le offerte proponibili sul territorio italiano definiscono un tessuto alberghiero adatto ad ogni esigenza, attuale e pronto all’accoglienza. Dunque a maggior ragione in contesti di turismo sostenibile.

La pandemia covid-19 ha confermato l'importanza di un trend in essere e alimentato l’importanza del Turismo sostenibile come motore del Mercato del Turismo del futuro. Riporto un passaggio del messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Giornata Mondiale del Turismo del 27 settembre 2020: "Nella ricerca di un recupero da questa crisi profonda, la ripresa in condizioni sicure del turismo è essenziale, anche per lo sviluppo rurale, che costituisce il tema della Giornata Mondiale del Turismo di quest’anno. Abbiamo un’opportunità inedita di trasformare la relazione del settore del turismo con persone, natura, clima ed economia. Occorre per questo garantire un’equa distribuzione dei suoi benefici e accelerare la transizione verso un’economia del turismo libera dal carbonio e resiliente."
ONU – Call for Action per il sostegno a Lavoro ed Economia attraverso Viaggi e Turismo al tempo del Covid

Prima di tutto occorre tornare sulla distinzione fra le varie accezioni del termine anche se ormai la parola “turismo sostenibile” comprende poi tutte queste definizioni:

  • Turismo sostenibile è del luogo, prevede una tutela dei delle mete turistiche non solo come impatto ambientale ma anche culturale e sociale del luogo.
  • Turismo responsabile è della persona, cioè del comportamento turista che deve essere rispettoso dell’ambiente ma anche della cultura del luogo che sta visitando.
  • Turismo di prossimità, è un turismo che porta a visitare i luoghi più vicino, anche a pochi chilometri da casa, questo comporta quindi anche un risvolto ecologico dovuto a un minor inquinamento causato dal minor spostamento e con minor rischi (covid), Può essere enogastronomico, culturale, di divertimento e di svago, includere attività di trekking, cicloturismo, corsi fotografici e via discorrendo.

Il turismo di prossimità oggi più che una moda è diventata un’ esigenza/necessità in quanto a causa della pandemia gli spostamenti o non si possono fare per i vari decreti o non si fanno per paura.

Le strutture ricettive si sono trovate impreparate a questo tipo di clienti in quanto fino all’anno scorso più di metà dei clienti proveniva dall’estero e del rimanente il 90% veniva da altra regione, quindi solo un 10% circa proveniva dal turismo di prossimità.

Il turismo di prossimità è fatto di ospiti che hanno altre necessità, esigenze, richieste, rispetto alla clientela abituale. Questo significa creare una nuova comunicazione, magari accompagnandola da un kit di benvenuto più idoneo ad accogliere questo tipo di ospiti, lo stesso per la prima colazione: il momento più importante quando si parla di accoglienza in albergo e quello più condizionato dalle disposizioni anti-covid. Ma andiamo per ordine. L’attuale turismo di prossimità promosso tra carta stampata e internet è un mix di sostenibilità, responsabilità e prossimità creato spesso per monetizzare l’esigenza/necessità di spostamento e svago, che altrimenti converge su discutibili zone franche come i centri commerciali, paradossi pandemici:

  • Alberghi, soprattutto quelli che possono ancora permettersi investimenti strutturali, si reinventano proponendo spa integrate con acque certificate. Allo stesso modo, si promuovono strutture termali per promuoversi ed accogliere anche in caso di restrizioni che impediscono spostamenti tra comuni.
  • Si reinventano quei fornitori di servizi che possono proporre “weekend alternativi” in piena sicurezza: così nasceva il trend dei pernotti in barca – anche in convenzione con strutture ricettive – con a scelta corsi di vela con istruttori certificati, tour su costa e prezzi a misura di pandemia.
  • Si reinventano quelle associazioni che, forti di convenzioni con attività locali e comunali, possono garantire quella necessaria e imprescindibile sicurezza richiesta dal cliente non solo in termini di sicurezza sanitaria ma anche di certificazioni utili a spostamenti tra comuni altrimenti improponibili.

Un ruolo fondamentale in questo tipo di turismo è quello che dovrebbero ricoprire Regioni e Comuni per promuovere il loro territorio, dunque sostenendo associazioni e proponendo convenzioni con strutture accreditate a norma, certificate e periodicamente controllate, permettendo in tal modo anche al singolo albergo di utilizzare le risorse del luogo adeguando la comunicazione online con sito web e canali social per attirare gli ospiti, segnalando eventi e mostre, musei, particolari piatti tipici, o particolarità storiche, geografiche e ambientali del luogo.

La promozione di una struttura che vuole riposizionarsi sul turismo di prossimità deve prevedere anche un aspetto legato all’igiene e alla sicurezza sanitaria senza però sconfinare in esagerazioni che otterrebbero l’effetto contrario, deterrente turistico.

Dopo la quarantena della primavera 2020, il turista italiano – l’unico servibile anche ora ad eccezione di chi viaggia per lavoro e ancora può spostarsi perfino tra nazioni – spesso e volentieri accettava le soluzioni più sicure proposte dalle strutture. Queste soluzioni erano pensate anche per garantire la necessaria sicurezza dei dipendenti della struttura, ad esempio per la pulizia delle camere o per le prime colazioni in camera. In quel periodo l’albergatore cercava di comunicare l’accoglienza attraverso l’immagine di un personale preparato e sicuro delle proprie competenze. Agli ospiti con più pernotti veniva offerta la possibilità di non fare la pulizia quotidiana, offerta che veniva spesso accettata e che permetteva al personale della struttura di poter gestire le camere in modo più ampio permettendo all’eventuale virus di fare il suo corso: una camera che si liberava “oggi” veniva pulita due giorni dopo. A un anno di distanza, mantenere alta l’attenzione del cliente su questo tipo di soluzioni avrebbe l’effetto opposto: il turista, il viaggiatore, il lavoratore, non ha bisogno di essere ulteriormente pressato su soluzioni che lui stesso considera ormai normali, necessarie. Ne noterebbe l’assenza ma ugualmente ne noterebbe l’azione evidenziante.

L’attenzione alle norme però non deve essere considerata come una semplice via di fuga, opportunità per monetizzare in tempi di crisi. L’importanza del sottolineare che una struttura orientata al turismo di prossimità dovrebbe affidarsi a personale qualificato per raccordarsi tanto con il territorio quanto con i suoi potenziali ospiti trova puntuale contesto nell'attualità. Il caso delle Terme di Viterbo chiuse per 5 giorni e multate perché trovate mancati nell'applicazione delle norme anti-covid è un esempio di “problem solving” mal pensato oltre che mal gestito. Quando poi entrano in contesto certificazioni ministeriali, i controlli periodici non possono essere disattesi.

Vacanze in sicurezza. Ambienti puliti e sanificati. Non occorre più ripeterlo. Non occorre ribadire che una camera è sanificata, pulita, pronta e sicura per il cliente. Lo era anche un anno fa ma allora era necessario comunicare sicurezza a clienti (e dipendenti) impreparati e spaesati da un qualcosa d’imprevisto e impensabile. Che senso ha oggi promuovere un’attività di prossimità evidenziando l’obbligo della mascherina, quando la mascherina è obbligatoria ovunque? Oppure evidenziare il numero contingentato per le normative anti-covid quando queste normative sono comuni ovunque? A maggior ragione che senso ha evidenziare che le camere di un albergo sono pulite e sanificate con prodotti a norma e secondo le disposizioni previste?

Il Consorzio Firenze Albergo è stato ben chiaro a riguardo: “Per quanto riguarda la sanificazione degli ambienti sono stati inseriti nella procedura di pulizia alcuni prodotti a norma di legge ma questo ha impattato poco poiché una struttura ricettiva deve comunque, con o senza Covid, garantire una pulizia approfondita ad ogni cambio ambiente.“. Utilizzare il terrorismo psicologico per promuovere il turismo di prossimità, così come fanno molti siti e profili social di strutture, associazioni e gruppi, è una promozione errata che carica il cliente di ulteriore pressione psicologica, allontanandolo prima o dopo dallo spot negativo e quindi dalla struttura.

La comunicazione dell’accoglienza nel turismo di prossimità attualmente si basa su tre elementi, tra luoghi comuni e necessari.

1 . Le persone sono attente alla pulizia, al distanziamento sociale, all’uso della mascherina e del gel. Cedono il passo o si distanziano quasi in pieno automatismo, non hanno bisogno di sentirselo ripetere ma saranno attenti a questi dettagli. Sceglieranno mete o attività che gli comunichino questa sicurezza senza ostentarla: struttura certificata, convenzionata, guide o istruttori accreditati, riscontri di clienti soddisfatti. L’asset non è quello di una comunicazione da “trip advisor” ma da “commento social”.

2 . Ammortizzatori sociali, costo della vita, instabilità economica, sono tutti fattori che incidono sulla scelta delle mete turistiche (anche solo per una giornata) al pari delle limitazioni di movimento. Le persone sono ormai educate a livelli di movimento di prossimità. Sanno che la loro prima libertà di movimento, rosso permettendo, è quella nel proprio comune di residenza o di domicilio. Il secondo livello è quello di movimento in Regione. Il terzo è quello tra Regioni. Non sanno quando e come potranno muoversi come un tempo, tra Nazioni. La comunicazione di prossimità deve agire di conseguenza.

3 . Non si vive di lavoro e di aspettative. Non ci si carica di stress senza una “messa a terra”. Le persone accumulano e si impongono rigore aumentando il carico di stress. Poco porta lo “svago” in un centro commerciale perché tra mascherine, segnali a terra, distanziamenti, gel, entrate contingentate, attenzione al movimento, lettori per la misurazione della febbre, tavoli vuoti e parcheggi più o meno praticati, la pressione non si allenta. Allora distanziarsi dalla pandemia è la prima esigenza delle persone che si cerca di soddisfare con il turismo esperienziale, con lo svolgere attività all’aria aperta magari con qualche pillola di storia e conoscenza del luogo fornita dalla guida d’eccezione.

Partendo dal trend di offerta “movimento di prossimità per distanziarsi dalla pandemia” si dovrebbe trattare la sicurezza sanitaria di conseguenza: “si accettano pagamenti con carta o in contanti, e in caso di contanti si richiede la cifra precisa perché non disponiamo di protocolli utili alla gestione dei resti” è una comunicazione ostentata per quanto non richiesta, dopo un anno di formazione individuale nella gestione dei protocolli dei resti a cui ha necessariamente partecipato ogni cittadino italiano.

Comunicando il movimento di prossimità per distanziarsi dalla pressione psicologica della pandemia, da parte dell’ospite c’è la scoperta di strutture vicine che ignorava, immerse in particolari contesti paesaggistici quanto mai opportuni per le sue esigenze di movimento, mentre da parte della struttura ricettiva c’è il piacere di condividere con i suoi concittadini un’esperienza di prossimità, un indotto per la zona, che porta beneficio a tutti.

Stefano Mandò

Amministratore delegato Fas Italia, società specializzata in forniture per alberghi. Organizzatore e ideatore di Firenze Business, esperto di SEO e PTO, ho realizzato guide e manuali per il settore ricettivo, gestisco il blog aziendale Impresa Hotel inserendo notizie utili per chi opera nel mondo del turismo.