Il mondo del clubbing oggi è l’assenza dei set live, del floor, del contatto, delle serate nei club . A Roma, una delle capitali europee della musica elettronica, questa è una mancanza che pesa, si sente, anche sulle produzioni. Oltre che per le inevitabili ripercussioni economiche sul settore del clubbing e sul comparto dell’Intrattenimento, le produzioni musicali al tempo del covid sono differenti perché l’ispirazione arriva da prospettiva inedita. Cosi anche per Sirocco e Zefiro, i venti del clubbing sulla pandemia. Sirocco. Lo scirocco magrebino, l’Euro greco e romano, il vento caldo che scorre dall’aurora. Zefiro. Il vento moderato, a volte freddo e mutevole eppure saldo nella sua promessa, il vento che anticipa la primavera, l’araldo del cambiamento.

Le migrazioni di dati nell'Immobiliare
Oggi esiste un problema evidente nel settore immobiliare di cui pochi parlano in quanto molto spesso non vi è la competenza. La migrazione dei dati in realtà è un problema storico legato agli albori dei primi gestionali e poi successivamente ai portali immobiliari. Ad oggi molti portali non hanno un effettivo export dei dati, mentre alcuni tra i big hanno un export parziale. La sensazione è quella di una strategia "atavica" per ostacolare la concorrenza, ma che indirettamente ostacola l'utente finale o meglio l'Agente Immobiliare.

Gli agenti immobiliari in questo momento hanno necessità diverse in base alla zona di competenza, alcuni di questi scelgono di utilizzare una decina di portali tra cui 3 dei big player (Casa.it , Immobiliare.it e Idealista.it), ma molto spesso decidono di cambiarli. Il problema prioritario è ricaricare i dati. Teoricamente le informazioni appartengono a chi le inserisce e dovrebbero essere facilmente estraibili, nella realtà manca un sistema univoco di integrazione tra piattaforme per una maggiore trasparenza nei confronti del cliente finale e le agenzie immobiliari utilizzano i gestionali in modo parziale, prevalentemente per finalità di multiposting. La pandemia ha evidenziato il tutto incentivando lo sviluppo di nuovi modelli e rivisitando quelli più efficaci in periodo di crisi.

L’agente immobiliare è un commerciale e quindi sensibile a tutti quegli strumenti utili per ottenere contatti ai cui proporre immobili. Le altre attività di gestione le continua a modo suo e per abitudine vorrebbe che un gestionale si adattasse al suo lavoro e non viceversa. Il mercato delle app digitali risponde proponendo tool di vario genere per risolvere le principali attività. Ad esempio di report per la stima di immobili ce ne saranno una decina nel mercato, e tool per facilitare l’acquisizione, tool per promuovere gli annunci nei social, tool che promuovono e replicano gli annunci sui portali. Software per le aziende che con una semplice richiesta digitalizzano planimetrie catastali. I gestionali di ultima generazione proseguono la tendenza, seppure nei limiti sofferti dalle migrazioni dei dati in contesti che lasciano al multiposting il compito di risolvere questioni per le quali non erano stati progettati.

Il multiposting – denominato anche sincronizzatore – per definizione coinvolge l’attività online su più portali immobiliari che oggi avrebbero tutte le caratteristiche per elevarsi a veri e propri osservatori di rilevanza statistica per un settore anche forzato causa covid ad un maggiore coinvolgimento su internet.

Il portale immobiliare spesso è il più rapido a recepire i nuovi trend e anticipare i cambiamenti del mercato: non è più una semplice vetrina virtuale, ma è un “raccoglitore” di dati. Dall’inizio del nuovo millennio che sentiamo affermare “il dato è il petrolio del 2000”, ed i portali immobiliari sono stati i primi a raccogliere questo mantra. Parlo dei leader di mercato ovviamente. Prima le decisioni si basavano su dati storicizzati “a ieri”, quindi non è detto ancora validi. Oggi l’informazione è real time. Oggi un portale sa ad esempio che le ricerche più frequenti sono per trilocali (il desiderata),da Gianluca Capone: spunti di osservatorio sui portali immobiliari ma poi le richieste reali vengono inviate per bilocali (reale capacità di spesa). Questo significa che è possibile applicare modelli previsionali della domanda.

da Gianluca Capone: spunti di osservatorio sui portali immobiliari

Le attività di compravendita espongono l’immobile all’attenzione di clienti e di concorrenti così come accade con le attività sul territorio. Se da una parte le agenzie vogliono cambiare il sistema gestionale dall’altra non riescono. L’attività di agenzia sul territorio necessita di strumenti pratici e d’immediato utilizzo. C’è un problema di fondo quando un agente immobiliare è chiuso tra i sistemi fondanti la sua attività digitale. Per essere chiari la necessità più impellente sarebbe quella di avere un import/export immobili completo e facilitato. L’assenza di dialogo tra dati quando blocca l’utente, blocca anche il mercato di software dei gestionali e di conseguenza inficia quello delle reti sul territorio.

SI ma i franchising immobiliari allora? Non sono ancora attrattivi? L’appeal regge ancora ma il franchising sta sempre più diventando un rivenditore di servizi basato su modelli scalabili che nelle intenzioni permettono di ottenere dei vantaggi molto interessanti per l’affiliato. In Italia abbiamo un confronto tra modelli di royalty, utilizzati ad esempio da Remax, Tecnocasa e Gabetti per le proprie reti di agenzie immobiliari, e nuovi modelli scalabili con l’obiettivo di diventare società d’acquisto per gli agenti immobiliari: servizi modulari e accessibili a prezzi diversi a misura di affiliato. L’interesse in particolare, all’agente immobiliare piuttosto che all’agenzia, sta nel fatto che oggi mantenere un’agenzia è costoso e strutturarla in tutte le sue forme tal volta è antieconomico. Per tanto il trend sembra orientato verso brand dedicati agli agenti immobiliari. L’appeal di un brand sta nelle competenze che lo definiscono chiaramente nei tre settori più importanti (vendita, finanziario, marketing promozionale) con figure professionali formate e attuali. L’investimento sulle risorse umane in questo settore è fondamentale: quasi tutte le figure sono sostituibili, pertanto la difficoltà maggiore non è trovare del personale ma formarlo e farlo crescere.

Nel 2009 la formazione digitale e il webinar erano una delle migliori finestre d’opportunità per un mercato che si stava spostando su internet come risposta alla crisi finanziaria iniziata con i mutui statunitensi per poi propagarsi in tutta Europa come una vera e propria ondata pandemica. Il webinar era uno strumento sconosciuto e l’idea di Webinar Immobiliare, per quanto mi riguarda, nacque da un’esperienza interna al mio team informatico. L’occasione fu un aggiornamento webinar di Google. Undici anni dopo il webinar e la formazione tramite piattaforme di e-learning sono tornati ad essere modelli di formazione attuali ancora una volta in risposta ad una crisi economica.

L’e-learning in generale non è live: le lezioni proposte fanno parte di un corso fruibile in qualsiasi momento dall’utente. La formazione prevede video e slide del docente per l’approfondimento di materie specifiche. Il sistema SCORM certifica con un protocollo informatico che l’utente abbia realmente visionato la lezione attraverso le risposte alle domande proposte nel video e test finali di verifica. La garanzia è quella di un controllo della partecipazione attiva dell’utente anche da parte della docenza. Alcuni modelli considerano il rilascio di un attestato digitale al superamento dei test.

L’e-learning fu tra gli strumenti che si imposero nella prima grande migrazione digitale che avvenne tra il 2009 e il 2011. La migrazione allora riguardava la necessità di digitalizzare le informazioni, migrando dal cartaceo al web. Un dato acquisito non senza difficoltà e confermato alla fine del 2011 dai responsabili di importanti portali immobiliari. Il percorso era solo all’inizio. Il mercato raccolse altre sfide importanti nei successivi due anni, ancora profondamente segnati dagli effetti della crisi. Solo nel 2013 si tornò a parlare del mattone come possibile bene rifugio e di nuovo grazie a ricerche promosse dai maggiori osservatori di settore, con particolare partecipazione dei portali immobiliari. I risultati, congiuntamente ai rapporti ISTAT e alle analisi di istituti di ricerca indipendenti, concordavano sul rinnovato potenziale dell’immobiliare nei momenti di incertezza economica. Oggi l’incertezza è procurata da un virus e di nuovo il mercato è chiamato a coprire il ruolo di salvagente anche in contesti di eco-sostenibile, un argomento sentito per diversi motivi.

Nelle agende dei governi di tutto il mondo intervenire sulla riqualificazione energetica degli edifici è un elemento primario. L’Unioneanche per cause di forza maggiore europea ha definito Renovation Wave l’insieme dei pacchetti normativi volti a riqualificare gli edifici dell’Ue. A questo proposito va ricordato l’impatto dei consumi residenziali che incidono per il 40% sull’intero problema del surriscaldamento globale. Dunque intervenire sulle nostre case significa intervenire sul 40% del problema delle emissioni di CO2. La Renovation Wave degli edifici edifici europei nasce dalla constatazione che il parco immobiliare UE è vecchio e inefficiente. L’obiettivo dell’Europa è di ristrutturare e riqualificare 35 milioni di edifici entro il 2030, con un incremento significativo di nuovi posti di lavoro per rispondere alla criticità dei prossimi tre anni conseguente il rallentamento dell’efficienza energetica per la pandemia.

da La Renovation Wave del Green immobiliare italiano

Il passato ci ha insegnato che le migrazioni dei dati sono indispensabili in scenari di transizione verso nuovi modelli di operatività. Oggi la situazione si ripete però con delle specifiche maggiori riguardo a prodotti che qualificano, supportano e dettagliano meglio l’attività degli agenti essendo degli strumenti di controllo del lavoro. Dunque non più degli strumenti semplicemente utili per una funzione lavorativa ma che offrono dettagli sui processi di inserimento immobili e qualifica per un rating più performante sui portali – idealista.it e immobiliare.it sono già predisposti ad accogliere questo modello – lasciando libera scelta all’agente immobiliare sui processi e gli eventuali tool utili per sostenere il suo lavoro quotidiano.

Francesco Beraldo

Imprenditore e ideatore di soluzioni tecnologiche dedicate al Real Estate per la gestione dell’attività d’intermediazione immobiliare, come il Webinar Immobiliare di formatori e professionisti al servizio degli agenti di categoria, negli anni ho sviluppato sistemi di gestione allo stato dell’arte per la digitalizzazione dell’Immobiliare italiano con particolare attenzione al settore dei Portali Immobiliari.