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Primo via libera alla didattica in zona rossa

Le nuove disposizioni di contingentamento della pandemia varate dal governo sono in linea con le priorità d’agenda stabilite durante le due settimane di consultazione di Mario Draghi all’inizio di febbraio. L’Istruzione non può fermarsi. Prioritario allentare lo stress psicosociale nelle fasce d’età più giovani e che maggiormente risentono delle conseguenze sociali causate dalla pandemia in ambito familiare.

Vi è però un settore, essenziale per la crescita e quindi per tutte le trasformazioni che ho appena elencato, dove la visione di lungo periodo deve sposarsi con l’azione immediata: l’istruzione e, più in generale, l’investimento nei giovani. Questo è stato sempre vero ma la situazione presente rende imperativo e urgente un massiccio investimento di intelligenza e di risorse finanziarie in questo settore.” – la scorsa estate, l’attuale presidente del Consiglio esponeva le proprie analisi sulle priorità sociali da perseguire per un progressivo ritorno alla normalità nell’anormalità forzata dalla pandemia del coronavirus covid-19. Allora si era appena usciti dalla prima ondata, sapendo che ad autunno sarebbe arrivata la seconda e ignorando che poi ne sarebbe seguita una terza, più invasiva e feroce a causa delle mutazioni conseguenti l’inefficacia dei modelli gestionali applicati dai singoli paesi a partire dal Regno Unito.

La partecipazione alla società del futuro richiederà ai giovani di oggi ancor più grandi capacità di discernimento e di adattamento. Se guardiamo alle culture e alle nazioni che meglio hanno gestito l’incertezza e la necessità del cambiamento, hanno tutte assegnato all’educazione il ruolo fondamentale nel preparare i giovani a gestire il cambiamento e l’incertezza nei loro percorsi di vita, con saggezza e indipendenza di giudizio. Ma c’è anche una ragione morale che deve spingerci a questa scelta e a farlo bene. Il debito creato con la pandemia è senza precedenti e dovrà essere ripagato principalmente da coloro che sono oggi i giovani. È nostro dovere far sì che abbiano tutti gli strumenti per farlo pur vivendo in società migliori delle nostre. Per anni un egoismo politico ha indotto i governi a distrarre capacità umane e risorse. Privare un giovane del futuro è una delle forme più gravi di diseguaglianza”.

Il risultato è quello di essere arrivati impreparati come società ad affrontare l’imponderabile causato da una pandemia di cui ancora oggi si combattono accuse complottistiche. Protocolli di DAD mai sperimentati, proposti come modelli consolidati che non sono – insegna il digital divide e l’assenza di formazione degli insegnanti che hanno dovuto imparare in corso d’opera il come utilizzare gli strumenti digitali necessari e il come far fronte a falle di sicurezza di piattaforme che non erano state progettate per la didattica a distanza. Le nuove disposizioni previste per il mese di aprile fanno tesoro delle esperienze passate, si assumono e si fanno carico delle responsabilità – anche mancate – dovute all’inesperienza e all’impreparazione del modello sociale, e su di esse creano nuove possibilità sostenendo e tutelando quanto possibile il presente e il futuro della nazione. Le nuove generazioni finalmente imposte alle Regioni.

Il secondo archetipo educativo è la Scuola primaria. Il primo luogo dove il bambino mette in pratica le regole primordiali, in fermento, che sta formando in seno alla sua famiglia. La Scuola è il banco di prova ma è anche il primo nuovo modello di società con cui il bambino si confronta al di fuori della famiglia. La Scuola ha nuove regole, a volte sconosciute, e il primo insegnamento impartito al bambino è che le regole vanno rispettate senza se e senza ma. Non a caso proprio con questa nuova fase di vita accade talvolta che alcuni bambini sembrino “regredire”, andare in crisi, o, viceversa, portino nel nuovo contesto-classe le loro difficoltà emotive irrisolte. Per gli insegnanti si tratta allora di quei bimbi: ingestibili, oppositivi, provocatori, immaturi, che vivono nel loro mondo, agitati, eccessivamente vivaci, iperattivi … per citare solo alcune delle rappresentazioni che possono emergere. Si tratta evidentemente di una situazione che può mettere in scacco il ruolo educativo dell’insegnante, e ostacolare gli obiettivi didattici, normativi, di integrazione e di benessere dell’intero gruppo-classe, adulto compreso. – Gioco e Scuola, prima regola: “segui il bambino!”
PR Intruder Press

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