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ECDC: covid Delta nuova variante dominante in Europa

La TOP 5 ECDC sui casi covid mostra una distribuzione della diffusione ancora ad ampio spettro. USA, India, Brasile, Francia e Turchia sono attualmente le prime 5 nazioni veicolo del covid, con l’incognita della velocità di propagazione della Delta che in Inghilterra si propaga facilmente il 40% della popolazione senza copertura vaccinale completa.

Il Threat Assessment Brief pubblicato ieri dall’ ECDC – Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – e dedicato alle Implicazioni per l’UE/SEE sulla diffusione della variante preoccupante SARS-CoV-2 Delta (B.1.617.2): Classificata dall’ECDC come VOC (Variant of Concern), al 21 giugno 2021 sono stati indentificati casi di Delta VOC in 23 paesi UE/SEE (Spazio economico europeoo). Tra questi, la percentuale di Delta VOC dei casi sequenziati durante le settimane 21-22 del 2021 è in fornice 0,0 e 66,2%. Non è stato possibile definire una forbice più precisa perché il sequenziamento della variante varia singificativamente tra le nazioni. Solo 12 paesi hanno sequenziato almeno il 10% dei loro casi nelle settimane oggetto d’analisi: “la media rilevata di Delta VOC è stata del 2,4% ( intervallo 0,0 – 18,5% ) che rappresenta un aumento significativo rispetto all’arco settimanale 20-21 ( intervallo 0,0 – 11,7% ). Questo considerato che è in diminuzione l’incidenza complessiva di nuovi casi SARS-COV-2″. La valutazione ECDC sulla diffusione Delta in Europa è che l’aggressività della variante, trasversale a contagi di diverso tipo, è indice di futura variante dominante.

Sulla diffusione della Delta in Inghilterra, l’ECDC chiarisce che “il Regno Unito ha osservato livelli di contagi secondari più elevati per la Delta VOC rispetto all’Alpha VOC“. Senza considerare spostamenti e viaggi in generale, il tasso per la Delta è stato dell’11,4% rispetto all’8% dell’Alpha – prima variante covid in ordine temporale. “I livelli di attacco secondario sono più alti per i contatti familiari rispetto ai contatti con estranei e un caso di studio condotto in UK suggerisce che il Delta VOC potrebbe essere fortemente associato alla trasmissione domestica rispetto all’Alpha“. Il report ECDC suggerisce come il territorio inglese sia oggi considerato come caso di studio e laboratorio d’analisi per lo studio delle dinamiche della Delta: “i risultati del monitoraggio nel Regno Unito sull’insorgenza di reinfezioni con test a due settimane in un campione di individui già vaccinati, indicano che durante il periodo in cui il Delta VOC è diventato dominante, le reinfezioni in individui precedentemente contagiati sono rimaste sotto soglia di tolleranza“. La possibilità di nuovi contagi su individui già vaccinati “ha riscontato una riduzione dell’efficacia del vaccino dopo la prima dose“.

La riduzione riscontata è prevalente tra individui con infezione sintomatica Delta dopo dose singola (33,5%) rispetto a soggetti con infezione sintomatica Alpha dopo dose singola ( 51,1% ) sia per Comirnaty (Pfizer, BioNTech) che per Vaxzevria (AstraZeneca). Dopo la seconda dose, per entrambe le famiglie di vaccini sono state osservate solo piccole riduzioni di efficacia. L’efficacia per Comirnaty va dal 93,4% all’87,9%, per Vaxzevria dal 66,1% al 59,8%. Tutti gli studi condotti in UK si basano sui casi sequenziati e sui tamponi effettuati secondo protocollo. Test di analisi e monitoraggio condotti in Scozia inoltre hanno mostrato che entrambe le famiglie di vaccini sono altamente efficaci contro le infezioni da Delta VOC solo con copertura vaccinale completa (due dosi) “che garantisce maggiore protezione contro il rischio di ospedalizzazione e di infezione nelle comunità“. La priorità dell’Unione oggi è dunque quella di migliorare il sequenziamento della variante al fine di ottenere una campionatura di casi efficace per lo studio e la prevenzione sulla Delta, indicata dal Centro come variante dominante (90%) in Europa entro fine agosto.

PR Intruder Press

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