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No Telegram Greenpass

Lo scorso luglio cresceva l’interesse attorno alle informazioni contenute nel QR-Code vaccinale, un interesse sostenuto anche dalla diffusione delle specifiche open source del Quick Response Code utilizzato dal Ministero della Sanità. Il trend del certificato vaccinale trovava contesto nelle reazioni delle persone non favorevoli all’introduzione del green pass, ignoranti delle informazioni basilari o ignorandole volutamente, così come dei perché del giro di vite sulle campagne vaccinali avvenuto in ogni paese del mondo. Malgrado le allerte della Polizia Postale, unitamente alle notifiche sull’impossibilità di contraffarre la certificazione, sono aumentati i canali di piattaforme digitali dedicati alla vendita dei green pass falsificati. Favorita per elezione, come spesso accade per condivisione e commercio di materiale illecito, la piattaforma decentralizzata Telegram.

Questa mattina la notizia dell’operazione della Polizia Postale, da tweet ufficiale: “La Polizia Postale sta eseguendo perquisizioni e sequestri nei confronti di amministratori di 32 canali Telegram che mandavano messaggi promettendo invio di certificati vaccinali con cui ottenere il Green Pass“. Quattro al momento le persone indagate. La vendita delle false certificazioni oscillava tra i 150 e i 500 euro a certificato. L’operazione Fake Pass condotta con il coordinamento delle Procure della Repubblica dei Tribunali di Roma, Milano e dei minorenni di Bari, riporta il comunicato della Polizia Postale, ha portato all’identificazione di 4 soggetti, tra cui 2 minori, perquisiti e indagati in quanto “gestori di diversi canali Telegram specializzati nell’offerta illegale di Certificati Green Pass Covid-19 falsi, per i reati di truffa e falso“. La proposta di vendita era sempre la stessa in ogni canale: garanzia di anonimato e pagamento “in criptovaluta o buoni acquisto di piattaforme per lo shopping on-line“. 32 canali telegram sequestrati, utilizzati da decine di migliaia di utenti, e indagine ora rivolta “all’identificazione degli amministratori di ulteriori canali individuati oltreché degli acquirenti“.

Fake Pass riguarda anche gli acquirenti dei certificati falsi, certo truffati ma comunque perseguibili per falso in atti. Un falso che non avrebbe passato il controllo di verifica, ricorda ancora la Polizia Postale: “Ad ogni controllo con la preposta App ufficiale VerificaC19, viene interrogata la banca dati ministeriale contenente l’elenco ufficiale della popolazione vaccinata e, di conseguenza, un QR-CODE generato con una certificazione non autentica, non supererebbe la procedura di verifica“. Il caso è salito nella tendenza delle timeline social e dei quotidiani digitali e non in seguito alla reazione di alcuni dei truffati contro gli amministratori di uno dei canali sequestrati: gli utenti richiedevano il risarcimento minacciando di informare la Polizia Postale; gli amministratori rispondevano: “i clienti, gli stessi che ora cercano di minacciarci, ci hanno fornito i loro documenti, i loro recapiti ed hanno addirittura pagato fornendo prove del pagamento, tutte prove che abbiamo accuratamente archiviato consci che sarebbe successo questo” e minacciavano, 24 ore di tempo per inviare 350 euro bitcoin o avrebbero inoltrato i dati alle autorità.

Telegram risponde velocemente alla richiesta di blocco delle autorità italiane, fatto che in altre occasioni – come nel caso Agcom vs. Telegram 2020 – non avrebbe avuto ripercussioni sui canali privati del social.Telegram in questi giorni è in cronaca digitale per bug relativi ai messaggi a tempo che su iOS possono essere salvati e non si autodistruggono – scoperti anche grazie ai build verificabili del codice sorgente fornito dalla piattaforma – e precedentemente lo era per il bug di un’aggiornamento che aveva reso inutilizzabili le chat dei canali privati. Le chat segrete sono archiviate nel dispositivo dell’utente e in alternativa la piattaforma offre un servizio di cloud proprietario: “tutto il resto è un’illusione di sicurezza, perché sia ​​iOS che Android sono pieni di vulnerabilità e backdoor che alcune agenzie di tre lettere possono utilizzare per accedere ai tuoi dati personali. Sfortunatamente, questo è il tipo di mondo in cui viviamo” – Pavel Durov a gennaio. Il mondo del Pegasus Leak evidenzia l’Industria dell’Insicurezza in cui si muovono attori come Telegram o Signal ad ogni aggiornamento – soprattutto per quanto riguarda testi, audio e video di canali e chat private.

PR Intruder Press

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