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Defund Frontex: briefing paper per un vero programma europeo di Ricerca e Soccorso

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Sea-Watch e altre 21 organizzazioni chiedono il reindirizzamento dei budget Frontex per istituire un programma di Search and Rescue supervisionato e finanziato dai paesi membri dell’Unione europea e dalla società civile. Presentato ieri in #DefundFrontex, il programma proposto è dettagliato nel briefing paper Defund Frontex, Build a European Search and Rescue programme (PDF). “Tutti gli stati membri dell’UE hanno l’obbligo, secondo le leggi marittime internazionali e la legge sui diritti umani, di salvare vite in mare e sbarcare coloro che sono stati soccorsi in paesi sicuri“. L’UE ha affidato al Frontex il supporto alle SAR, creando un conflitto di mandato tra respingimenti e soccorso.

ARGOS - International Observatory for Migration and Human Rights; ASGI – The Association for Juridical Studies on Immigration; Balkanbrücke; Baobab Experience; Border Violence Monitoring Network; Borderline Europe – Menschenrechte ohne Grenzen e.V.; Borderline Sicilia; FragDenStaat; HuBB – Humans Before Borders; Leave No One Behind; Mare Liberum e.V.; Mediterranea Saving Humans; M.V. Louise Michel; Open Arms; Resqship e.V.; Sächsischer Flüchtlingsrat e.V; Sarah – Search And Rescue for All Humans; Sea-Eye e.V.; Sea-Watch e.V.; Seebrücke; SMH – Salvamento Marítimo Humanitario; Watch The Med Alarm Phone.
Sea-Watch International – #DefundFrontex

Il mandato politico del Frontex è di impedire ai migranti di varcare le frontiere esterne all’UE. Allo stesso tempo, come qualsiasi altro stakeholder presente in mare, il Frontex ha l’obbligo in base al diritto internazionale di soccorrere persone in situazioni di pericolo e di assicurarsi che raggiungano un logo sicuro“, Nazioni Unite – Convenzione delle Nazioni sul diritto del mare (PDF) e requisiti sanciti anche nell’articolo 9 del Regolamento UE n. 656/2014, 15 maggio (PDF). Il paper riporta un elenco di casi di studio che vedono coinvolto il Frontex nel biennio 2020/2021, come l’evento del 28 agosto 2020: un aereo Frontex in SAR Libia agevolò l’intervento della Guardia Costiera libica in SAR maltese.

In ogni evento SAR documentato il Frontex ha disatteso il suo mandato di Ricerca e Soccorso non informando le navi Ong presenti in area, allo stesso modo l’AFM ha impedito più volte l’intevento di navi mercantili accorse intimando di mantenere la posizione e limitarsi a monitorare. Nel contempo sono stati favoriti gli interventi di unità mercantili anche in chiaro conflitto d’interessi per i mandati in essere con il governo libico, come nel caso della VROON. In un caso, il mancato intervento del Frontex costò la vita a circa 130 persone. Favorire la Guardia Costiera libica ha creato una situazione insostenibile. Tra gli effetti del disimpegno Ue, il sovraccarico operativo della Guardia Costiera italiana.

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