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Procura della Repubblica a Telegram: contenuti Basta Dittatura e istigazione a terrorismo

La richiesta formale della Procura di Torino di oscurare il canale telegram Basta Dittatura è tra le conseguenze più importanti della presa di posizione del governo contro le campagne di odio promosse da propagande disinformative sulle campagne vaccinali e la pandemia da covid: il 2 settembre il Presidente del Consiglio Mario Draghi aveva anticipato il giro di vite contro i fomentatori di odio in conferenza stampa congiunta, relativamente all’andamento della campagna vaccinale; il 5 settembre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva stigmatizzato i controsensi della disinformazione no-vax nel suo discorso all’Università degli Studi di Pavia. La procura considera lo strumento della rogatoria internazionale nel caso in cui Telegram decidesse d’ignorare il sollecito italiano.

Il canale telegram oggetto del decreto di sequestro emesso dalla procura è indicato, per contenuti ed iscritti, tra i principali speculatori italiani sul nudge vaccinale e tra i promotori di proteste coordinate da piattaforma telegram contro le supposte manipolazioni del governo. L’amministrazione del canale ha permesso e mai segnalato la pubblicazione di dati sensibili, “tra i vari riferimenti” – riporta la Repubblica di Torino – “i numeri di telefono di Palazzo Chigi, dall’ufficio per la Comunicazione a quello del programma di governo, ma anche di noti virologi e di politici“. Tra gli elementi considerati nella richiesta di sequestro sono indicate azioni ascrivibili all’accusa di “istigazione a delinquere aggravata dallo scopo di commettere delitti di terrorismo” e all’utilizzo di strumenti informatici “per la diffusione illecita di dati personali su larga scala“. L’indagine della procura era iniziata per le segnalazioni di utenti allarmati da quella che La Stampa del 31 agosto descrive come un’alzata di tiro del canale: “nelle ultime ore hanno iniziato a raccogliere e pubblicare riferimenti (tutti da verificare) del «nemico» numero uno. Il governo“.

“Vorrei di nuovo – e mi dispiace ripetermi – ribadire il mio invito a vaccinarsi. Intanto è un atto verso sé stessi, è un atto anche di solidarietà verso gli altri, è un atto di protezione della propria famiglia, di tutte le persone con cui si viene in contatto. Ho detto più volte frasi anche più incisive su questo, continuo a ripetere la necessità di farlo. Mentre dico questo, però devo anche esprimere la mia solidarietà piena a tutti coloro che sono stati e sono oggetto di violenza e di odio da parte dei cosiddetti NO VAX. Questa violenza è particolarmente odiosa e vigliacca quando è fatta nei confronti di persone che fanno informazione e di persone che sono in prima linea a combattere la pandemia. Basta. Non dico più una parola perché voglio guardare, appunto, al lato positivo della situazione. E il lato positivo ci dice che la campagna vaccinale è stata invece abbracciata con grande entusiasmo dai giovani. Dei giovani tra i 16 e i 19 anni circa il 70% ha ricevuto almeno una dose di vaccino e quasi metà è pienamente vaccinata.” – introduzione Mario Draghi, conferenza stampa Consiglio dei Ministri n.34.

La campagna di odio promossa dal canale riguardava un’agenda di impegni quasi quotidiana. Domani aggiornava così il 30 agosto con prima ribattuta al 31: “Dall’1 al 6 settembre, sul canale Telegram «Basta dittatura» sono stati organizzati diversi presidi in tutta Italia contro l’obbligo del Green pass. Nella chat con oltre 40mila iscritti, si condividono i contatti privati di politici e virologi per minacciarli giorno e giorno“, alimentando la rabbia “dettata dal presunto allarme annunciato da diversi quotidiani e canali televisivi di una strage di Covid-19. Ma «non c’è mai stata nessuna strage», quindi «vanno messi tutti al rogo»: Repubblica, Open, La7, Rai, La Stampa, Il fatto quotidiano e, qualcuno ricorda, «non dimentichiamo Fanpage e Il Sole24ore»“. L’agenda degli eventi proposti e promossi dal canale si fermava il 5 settembre, il tempo di recuperare le forze, perché il 6 settembre i no-vax sarebbero stati impegnati davanti al parlamento per un presidio: “«L’obiettivo è la ribellione», scrive l’anonimo amministratore sul canale Telegram“, lo stesso amministratore a cui dovrebbe essere notificato il decreto della procura di Torino.

Siamo sotto attacco di patetici disturbatori covidioti drogati psicopatici la cui vita fa così schifo da non avere niente altro da fare che tentare disperatamente di dare fastidio qui nel canale.” – scriveva l’amministrazione del canale in messaggio sulla chat del canale. In un altro rassicurava sulla temporanea auto-sospensione del canale per consentire ai moderatori di ripulirlo “dopo che alcuni utenti hanno pubblicato contenuti illegali“, tra cui la pubblicazione di contenuti pedopornografici segnalati l’1 settembre. Il canale rilanciava contro il governo citando un passaggio delle faq telegram sulla richiesta di eliminazione di contenuti da parte di terzi: “Per favore ricorda che questo non funziona con restrizioni locali sulla libertà di parola. Per esempio, se criticare il governo è illegale in qualche Paese, Telegram non sarà parte di questa censura politica“. L’interesse sul chi amministrasse il canale Basta Dittatura ha stimolato ricerche indipendenti: “Sembrerebbe da analisi di traffico tra Telegram e IP che il titolare del canale Basta Dittatura sia un certo Maurizio Torti” – Alex Orlowski, 2 settembre – “direttore di Sovranità Popolare, Ex5s complottista“.

“Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione, perché quell’invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui. Chi pretende di non vaccinarsi – naturalmente con l’eccezione di coloro che non possono farlo per motivi di salute – e comunque di svolgere una vita normale, frequentando luoghi condivisi, di lavoro, di intrattenimento, di svago, in realtà costringe tutti gli altri a limitare la propria libertà, a rinunziare a prospettive di normalità di vita, a quella che poc’anzi la Ministra Messa chiamava ‘la possibilità di impadronirsi e di recuperare in pieno luoghi, modi, tempi di vita’. Ma io vorrei pensare soprattutto alla stragrande parte dei nostri concittadini che invece, con grande senso di responsabilità, ha adottato scelte e comportamenti responsabili, appunto. Ma non posso non dire una parola sui fenomeni e sulle espressioni di violenza, di minacce che affiorano in questo periodo contro medici, contro scienziati, contro giornalisti, contro persone delle istituzioni. Sono fenomeni allarmanti e gravi che vanno contrastati con fermezza. La violenza e la minaccia di violenza va anche sanzionata con doveroso rigore, per tutelare coloro che – la stragrande maggioranza dei nostri concittadini – hanno adottato comportamenti responsabili, avvertendo il comune dovere di solidarietà” – Sergio Mattarella all’inaugurazione anno accademio 2021 2022 dell’Università degli Studi di Pavia
PR Intruder Press

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