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NSO Insecurity Industry: Pegasus e costiera amalfitana

Dániel Németh è un fotoreporter ungherese la cui attività è spesso concentrata nel documentare lo stile di vita dell’élite ungherese. Le sue indagini, in basso profilo, includono anche l’utilizzo di piattaforme pubbliche, per il tracciamento di voli e navi, e di droni. Al limite del gossip, l’attività del reporter vuole evidenziare l’utilizzo del denaro pubblico per soddisfare lussi privati. Fino a pochi giorni fa il suo nome era poco noto, se non agli stessi obiettivi d’indagine, a chi pubblicava i suoi reportage e a chi aveva interesse a spiare la sua attività. “Il 24 giugno 2021 ad Amalfi, vicino a Napoli, Lőrinc Mészáros camminava per strada con il suo nuovo partner, l’ex presentatore televisivo Andrea Várkonyi, indossando una maglietta con stampata la parola ICON” – DIREKT36, 21 settembre – “Proprio quel giorno è arrivato nella zona di Napoli anche un jet privato Bombardier con il nominativo OE-LEM, precedentemente utilizzato dalla famiglia del miliardario e dallo stesso Orbán, nonché uno yacht di lusso chiamato Lady Mrd”. Németh si è mosso con l’intenzione di seguirli ma “questa volta, però, qualcuno lo stava guardando”.

DIREKT36 fa parte del consorzio che ha rivelato il Pegasus Leak con il Progetto Pegasus. La scoperta della presenza di tracce dello spyware Pegasus con target Németh risale a luglio: “Un’indagine di Direkt36 ha scoperto che all’inizio di luglio i due telefoni del giornalista sono stati hackerati con lo spyware Pegasus, uno strumento che è stato utilizzato negli ultimi anni contro molti altri giornalisti ungheresi e critici del governo“. Nel riportare i risultati dell’indagine, DIREK36 indica NSO Group come “società di sicurezza informatica israeliana“, il che è vero da prospettiva d’origine sebbene in realtà il contrapposto a NSO su sorveglianza e diritti umani indica partecipazioni riconducibili ad asset statunitense: già proprietà di Francisco Partner, nel febbraio 2019 NSO Group annunciava l’acquisizione della società da parte di Novalphina Capital; lo stesso gruppo NSO si descrive come una delle società Q Cyber Technologies con sede in Lussemburgo “che raggruppa NSO e la sua divisione statunitense Westbridge Technologies Inc. registrata come Incorportate in Delaware con sussidiaria omonima registrata in Austria“.

L’identificazione della presenza del Pegasus nei dispositivi del fotoreporter ungherese ha portato alla scoperta dell’assenza dei suoi numeri nella lista iniziale del Progetto Pegasus, il che indicherebbe che il cliente NSO sia stato abilitato all’uso del software di sorveglianza dopo la prima analisi forense del SecLab Amnesty International: “il motivo è che l’elenco è stato generato prima che diventasse un bersaglio. Dopo la rivelazione della storia di Pegasus a metà luglio, Németh ha contattato Citizen Lab presso l’Università di Toronto in Canada attraverso un conoscente chiedendo di analizzare i suoi telefoni. Gli esperti di Citizen Lab hanno trovato tracce di Pegasus sui dispositivi del giornalista. Németh si è quindi rivolto a Direkt36 e abbiamo chiesto ad Amnesty Tech di condurre una seconda analisi indipendente dei telefoni“. L’analisi forense di Amnesty ha permesso di datare senza margine di errore gli hackeraggi subiti dai dispositivi: uno dei due dispositivi è stato hackerato “con successo dal 1 al 9 luglio 2021 e l’altro dal 5 al 9 luglio“. I risultati dell’analisi furono comunicati alle autorità ungheresi dalla ricercatrice Amnesty Likhita Banerji.

DIREKT36 affonda ulteriormente indicando che “le prove raccolte finora suggeriscono che dietro l’uso del Pegasus in Ungheria ci siano attori statali ungheresi“, questa affermazione segue il leak di un funzionario della sicurezza in quadro intelligence ungherese che aveva dichiarato che l’azione condotta contro il fotoreporter fosse il “risultato diretto del rafforzamento dei legami tra Israele e Ungheria” iniziato nel 2018 con il primo utilizzo del Pegasus. A questo leak si aggiunge la conferma di un ex dipendente del gruppo NSO che “ha anche confermato a uno dei partner del progetto” (consorzio giornalistico Progetto Pegasus) “che l’Ungheria si è effettivamente procurata il software Pegasus. Il governo ungherese non ha negato di utilizzare Pegasus, né ha negato la sorveglianza delle persone indicate dal Direkt36” ma “non ha risposto alle domande sulla sorveglianza di Németh” iniziata dopo la produzione della prima lista. La rivelazione arriva nel momento in cui il governo di Orbán è sotto pressione per l’uso improprio del Pegasus, un leak utilizzato dall’opposizione per invitare “i ministri ungheresi a dimettersi dopo le rivelazioni sul Pegasus“.

PR Intruder Press

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