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flussi migratori

Libia: una benda per non vedere?

#NonPoteteNonGuardare e #NienteAccordiConLaLibia sono gli hashtag che accompagnano l’evento in programma il 14 luglio 2021 a Roma, davanti Montecitorio, alla vigilia del rinnovo dei finanziamenti alla Libia nel quadro delle missioni internazionali che coinvolgono l’Italia, dopo l’audizione alle commissione congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato di ActionAid, Amnesty International e Medici Senza Frontiere per i gravi profili di criticità riscontrati nel Decreto Missioni. Organizzazioni e associazioni umanitarie, riunite, chiedono “l’evacuazione delle persone rinchiuse nei centri di detenzione libici, l’estensione dei canali di ingresso regolari per persone migranti e rifugiate, il ripristino di un sistema istituzionale di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale e il riconoscimento del ruolo essenziale svolto dalle ong per la salvaguardia della vita in mare”.

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Uganda: la migrazione non viene dal mare!

Nell’immaginario collettivo italiano le migrazioni avvengono solcando i mari: foto d’epoca ritraggono i nostri bisnonni in partenza su grandi navi per l’America, più recentemente negli anni novanta gli approdi sulle coste pugliesi di cittadini albanesi, ai giorni nostri i “barconi” provenienti dalla Libia. L’Uganda, conosciuta come la Perla d’Africa per la sua natura selvaggia ed impenetrabile, ricca di acqua e di materie prime, non ha sbocco sul mare! .. eppure accoglie oltre 1,4 milioni di rifugiati (stima al 31 gennaio 2021), in prevalenza dal Sud Sudan e dalla Repubblica Democratica del Congo. Una migrazione interna al Continente, una migrazione che non viene dal mare.

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Il Kenya delle migrazioni continentali

Il Kenya delle migrazioni è multietnico e, in una certa misura, è anche un osservatorio naturale dei flussi migratori in atto sul continente africano. Crocevia di migrazioni interne, forzate, internazionali, questa nazione fu oggetto d’indagine nell’anno chiave dell’incremento d’attività dell’estremismo islamico. Nel 2015 il Kenya accoglieva un milione di immigrati, per la maggior parte continentali, due terzi dei quali avevano scelto il Kenya per motivi lavorativi, economici o per le opportunità d’istruzione altrimenti inottenibili nei paesi di origine. Il terzo rimanente era rappresentato da rifugiati provenienti da zone di guerra o di alta instabilità sociale. Nel 2020 i cambiamenti più significativi riguardano la percezione del territorio a livello internazionale.

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Percezione migranti al gennaio 2021

Nell’ultima settimana di gennaio Lampedusa registra l’arrivo di oltre 400 migranti. Sabato scorso l’ultimo arrivo rilevante con lo sbarco di 84 persone partite dal porto di Sfax,

Crocevia Lampedusa

Un peschereccio egiziano con 7 membri di equipaggio, acquistato per poter lasciare le coste nordafricane. Un’imbarcazione con 18 migranti tunisini di cui sette audiolesi. Entrambi arrivati ieri

Con gli occhi delle migrazioni

Il 22 gennaio 2019 in Libia si contavano 34 centri di contenimento – hotspot – gestiti dal governo libico e si documentava un traffico di migranti che fatturava medie di 60.000 dollari a settimana e che nel 2018 aveva gestito circa 170.000 migranti. Quei flussi migratori riguardavano la Siria e diverse nazioni africane come Eritrea, Etiopia, Somalia e Sudan. Allora le speculazioni su quali fossero i motivi che spingessero persone di ogni estrazione sociale ad imbarcarsi in viaggi della speranza convergevano su due ipotesi – opportunità, fuga da zone di guerra – entrambe utili per storytelling di comunicazione politica.

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