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Scacchi

Summer Camp Experience giocando a Scacchi

Terza settimana, Canazei. L’ex Gazzetta Camp coinvolge bambini e adolescenti dagli 8 ai 17 anni impegnandoli e divertendoli con iniziative a tutto tondo come arrampicata, magia, recitazione,

Gioco e Scuola, prima regola: “segui il bambino!”

Insegnando gli Scacchi alle elementari durante l’orario curricolare, ho la possibilità di proporre uno strumento educativo e di crescita personale basato sul gioco contestualizzato agli obiettivi pedagogici della Scuola primaria. L’accettazione delle regole è un caposaldo nei programmi educativi nazionali già dalla Scuola d’infanzia. Il gioco come strumento di supporto allo sviluppo del bambino allora diventa un modo unico e divertente di comprendere l’importanza delle regole senza porre i bambini davanti ai “perché si” e “perché no” che per loro non hanno alcun senso pratico e istruttivo. Il gioco permette al bambino di “capirsi” e di “capire” le differenze e le similitudini tra sé e gli altri e di misurare le proprie capacità senza inutili differenziazioni di genere.

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Giochiamo una partita?

Viviamo in un’epoca di distrazione digitale costante. Siamo tutti costantemente immersi in un flusso inarrestabile di informazioni, stimoli, feedback, forme di intrattenimento che si mescolano tra loro trasformandosi in un groviglio digitale e analogico insieme, da cui non sembriamo capaci di distaccarci. I vantaggi di vivere in questo flusso sono incontestabili, ma il rischio d’altra parte è quello di perdere alla lunga la capacità di rimanere davvero concentrati. Allora succede che essere presente su quello che stai facendo diventa un’impresa: quando vuoi studiare, imparare qualcosa, e anche lavorare, fatichi a focalizzare, a concentrarti su un unico punto alla volta, e perdi il tuo tempo a cercare vie alternative a una possibile frustrazione.

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Sul Protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Istruzione e la FSI: gli Scacchi come strumento pedagogico

Lasciando fuori i luoghi comuni che da sempre sono accostati a giochi “da tavolo”, quindi la noia, la difficoltà, lo studio, l’avere da tempo da perdere, che poi sono prerogative di qualsiasi altro hobby o gioco o sport fatto praticare controvoglia ad un bambino o ad un adolescente – tutte le attività e gli hobby devono incontrare l’interesse dei figli e non le aspettative dei genitori – c’è da dire che non sono pochi i genitori che preferiscono per i propri figli attività come calcio, basket, nuoto, golf, equitazione, a seconda delle disponibilità economiche affiancando ad esse hobby formativi per la mente come fotografia, musica, pittura, ceramica. Pochi sono quelli che propongono la scrittura e la lettura. Ancor meno chi tra le scelte considera sport mentali, quando la parola sport è utilizzata perché ufficialmente riconosciuta dal Coni.

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Michele Blonna: gli Scacchi incontrano la Scuola, distanziamento sociale incluso

“Gli Scacchi sono un mezzo per brillare senza oscurare nessuno. Un pedone con il giusto supporto può trasformarsi in quello che vuole.” – Educatore, mental coach, istruttore di Scacchi da oltre vent’anni, miglior istruttore di Scacchi per il Centro Italia nel 2019, Michele Blonna sta realizzando qualcosa per certi versi senza precedenti in Italia: sta avvicinando la Scuola agli Scacchi mettendo al centro le esigenze dei bambini. Se il nuovo corso dell’Intruder dedicherà cultura all’educazione e alla formazione scolastica in primo luogo è grazie a lui e ve lo presento con questa intervista.

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