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Account ufficiale dell’Intruder sulla piattaforma social Twitter, Notiziazione è la contrazione di Notizie in Azione: tra fact check e aggiornamenti in tempo reale dei temi monitorati dalla nostra Legacy. Tutti i tweets pubblicati, qui sono riproposti in formato testuale e raccolti per tag selezionato, al netto di immagini e video.

24/04/2020 | I #sondaggi in #Italia al tempo del #COVID19: i numeri non mentono, le loro interpretazioni invece - tra sezione Sport, Milan News e sponde varie - li coloriscono d'opinioni e #propaganda da #sinistra a #destra. twitter.com/LegaSalvini/st… https://t.co/GbhJWuSAFG

27/07/2011 |

Dai dati del sondaggio emerge come quasi un utente su due non supera i 100 euro di guadagno al mese con un 3% che si attesta su introiti superiori ai 10.000 euro. Considerando (su media statistica) che Google AdSense non è l'unico pay per click utilizzato si suppone che gli stessi utilizzino altre fonti di remunerazione, ipotizzando quindi un fatturato su pubblicità contestuale o no più alto di quello fatto emergere dal sondaggio. Escludendo i due estremi statistici, il corpo centrale delle revenue AdSense è caratterizzato da un 21% di utenze che si attesta nella forbice 500/1000 euro.

Dai dati del sondaggio emerge come quasi un utente su due non supera i 100 euro di guadagno al mese con un 3% che si attesta su introiti superiori ai 10.000 euro. Considerando (su media statistica) che Google AdSense non è l'unico pay per click utilizzato si suppone che gli stessi utilizzino altre fonti di remunerazione, ipotizzando quindi un fatturato su pubblicità contestuale (o no) più alto di quello fatto emergere dal sondaggio. Escludendo i due estremi statistici, il corpo centrale delle revenue AdSense è caratterizzato da un 21% di utenze che si attesta nella forbice 500/1000 euro.

[ N.d.R. ] E' stato scritto e detto che un sondaggio del genere non ha alcuna valenza statistica proprio per la generalità che lo contraddistingue. E' vero ma solo se ci si approccia da una prospettiva volutamente "asettica". La prospettiva giusta è considerare questo sondaggio non fine a se stesso e, inoltre, come fonte ispirativa, di ipotesi e di approccio a contesti più selettivi. Ecco allora che questi dati, generalizzati da un sondaggio che non considera tutte quelle casistiche capaci di condizionare la singola fascia di revenue, sono utili per inquadrare le linee di ricettività dello strumento Google AdSense.

Il nostro sondaggio fa emergere delle interessanti casistiche. Noi consideriamo la nostra community come una buona fotografia dell'attività del webmastering italiano. Il 53% degli utenti di alVerde non supera i 100 euro di guadagno: l'adesione all'AdSense indicherebbe quindi un'attività di bloggering e di micro siti ben definita e nota agli operatori di settore. Il 3% degli utenti ha guadagni a 5 zeri. Performance del genere sono prerogativa di poche realtà che riescono ad attrarre molto traffico. Diventa allora statisticamente più probabile che gli indotti a 5 zeri siano garantiti da network di siti/blog gestiti da singole figure professionali, il che disegna uno scenario di webmastering meno "piatto" e più "colorato" di quanto s'immagini. Certo, si rimane nel campo delle ipotesi, ma sono proprio le ipotesi a chiamare statistiche di verifica e spunti per nuovi approfondimenti. Il nostro stesso sondaggio è ispirato da eventi antecedenti.

Non è stata la prima volta che la nostra community ha sondato la situazione del programma AdSense contestualizzato al mercato della pubblicità in Italia. Nel 2007 avevamo proposto un sondaggio incuriositi da alcuni report ufficiosi pubblicati su piazza americana con risultati, forse, anche un po' troppo "scontati". Quattro anni fa il 50% degli affiliati AdSense non riusciva a superare i 100 dollari di guadagno al mese. Ma, quattro anni fa: i benefit erano calcolati in dollari; non c'era contestualizzazione in retargeting; c'era meno interesse all'impatto visivo dell'annuncio (preferenza agli Adtext); gli annunci erano meno personalizzabili (e quindi meno integrabili) al layout di un sito web; le regole di pubblicazione e di ottimizzazione degli annunci erano meno e molto più rigide di quelle attuali. Anche quello fu un sondaggio generalizzante ma la sua necessità nasceva dal contesto che l'aveva ispirato.

Erano gli inizi dell'Aprile 2006 quando Google AdSense si affacciò per la prima volta su alVerde.net: "alVerde.net è stato ritenuto dallo staff di Google idoneo a partecipare al progetto ASA ( AdSense Advisor). L'idea, lanciata con successo per i publisher statunitensi su WebmasterWorld (www.webmasterworld.com/forum89/)" - il 31 Marzo 2006 su AdSense Advisor: un rappres. di Google sul forum - "prevede che un rappresentante Google sia a disposizione dei membri del forum per rispondere, ove ritenga opportuno, a domande riguardanti il programma pubblicitario AdSense. Ciò al fine di offrire una maggiore interazione e un più profondo coinvolgimento degli utenti del forum che abbiano aderito ad AdSense e che necessitino di assistenza riguardo la loro partecipazione al programma". L'accordo, in sintesi: "Asagoogle seguirà i thread del forum della sezione AdSense e deciderà a propria discrezione se partecipare o rispondere a domande di varia natura".

[ N.D.R. ] Oltre un anno di collaborazione, in cui Asagoogle partecipò attivamente alla vita della community rispondendo e confrontandosi con tutti i forumer più attivi del forum dedicato ad AdSense. La collaborazione terminò l'11 Giugno 2007 - e con essa l'iniziativa dell'Osservatorio ASA - con l'apertura al pubblico del forum ufficiale di Adsense, costruito a misura d'esigenza sulle basi dei feedback del progetto AdSense Advisor.

Oggi, dunque, torniamo ad interessarci del guadagno relativo a Google AdSense Italia prendendo come riferimento i risultati del primo sondaggio, con l'intenzione di confrontare ogni singola voce passata con la performance attuale dichiarata dai webmaster iscritti alla nostra community. Sarà proprio la community di alVerde a scegliere i singoli temi attorno a cui verranno sviluppati i nuovi sondaggi AdSense che proporremo periodicamente.

11/07/2011 | Se ne parla, se ne scrive tanto. Cloud Computing. Le aziende che investono sul Cloud sembrano avere le idee chiare. E tu, invece, che opinione hai di questa tecnologia ?

Cloud: il futuro dell'informatica ?
Il computer trattato alla stregua di un device.
Che significa ?
Tecnologia: Cloud computing.
Piattaforma: internet.
Caratteristiche: ogni computer (PC, MAC, mobile) diventa un device (dispositivo) che dipende, per lo storage e il backup dei dati, da una user farm centralizzata che fa della rete internet il suo naturale scenario. Il computer del nuovo millennio è un paradosso che inverte ruoli e funzioni consolidate.

Le quattro domande che seguono nascono da un' iniziativa 3domande.com coordinata da CloudTech, TheAppleYouCare e The Intruder News alla stregua di un tour estivo:

Come viene recepito il concetto "Cloud" ?
Partiamo dal “nulla” proprio di una definizione "asettica" e proseguiamo senza il supporto di mappe stradali e surrogati. Guidi tu, quindi occhio alla strada, allaccia le cinture e buon viaggio!

p.s.: vuoi partire con noi ? fallo come si deve! Rispondi (senza pensare) e poi prosegui la lettura.



PRIMA TAPPA: con la testa tra le nuvole!

Il Cloud computing è una tecnologia costruita attorno ad esigenze specifiche. Si tratta di un concetto capace di adattarsi e penetrare mercati differenti. Le aziende che negli ultimi anni hanno investito sul Cloud si sono mosse su due direttrici: storage e backup; condivisione dati. Questo diverso approccio alla tecnologia, per quanto simile, è stato recepito in modo differente.

  • Per gli users Apple, cloud è sinonimo di Apple iCloud e iTunes Match e, sinteticamente, di tutto ciò che ruota attorno al Mercato della Musica online: condivisione di tracce, royality, streaming, podcast e Major.
  • Per aziende ICT come Dell, il Cloud è sinonimo di adattabilità modulare (anche indipendente) alle soluzioni Data Center delle aziende: si punta alle infrastrutture per arrivare a concept di gestione, monitoraggio e pianificazione.
  • Per un professionista del crowdsourcing, il Cloud ottimizza gestioni e tempistiche di un'agenda lavori in cui l'operatività si basa su azioni in cui le reti sociali giocano un ruolo predominante nella messa in opera di un progetto.
Per chi non ha nulla a che fare con questi tre gruppi, invece, il grado di ricettività - la comprensione del concetto di Cloud computing - è puramente soggettivo e difficilmente inquadrabile da un'analisi di mercato, per quanto sistematica e curata nel dettaglio. Generalmente una persona che non lavora con il computer lo utilizza per informarsi o divagarsi. Il che significa tutto e niente. Il significato dato a alle due definizioni è soggettivo e proprio per questo svincolante da qualsiasi sondaggio (popolare/aziendale).

Informarsi può significare: leggere quotidiani, leggere discussioni su argomenti d'interesse personale, accedere all'home banking, cercare notizie, creare background per una tesi, preparare un esame, etc.


[ N.d.R. ] Gli anelli concentrici del crowd come Terra di Mezzo o Punto Zero che dir si voglia: l'unico vero ponte tra l'Informarsi e il Divagarsi. Mario Tedeschini Lalli - giornalista e docente di Giornalismo digitale per Treccani.it - sul rapporto tra utenti della Rete e informazioni.


Divagarsi è ancora più generico: hobby, browser game, social network, forum, blog, microblogging, chat, p2p, streaming, sono solo alcune delle categorie d'interesse di chi utilizza la rete per rilassarsi.

Buon viaggio! :-)