lunedì 22 marzo 2021 in Marketing solidale
Nell'immaginario collettivo italiano le migrazioni avvengono solcando i mari: foto d’epoca ritraggono i nostri bisnonni in partenza su grandi navi per l’America, più recentemente negli anni novanta gli approdi sulle coste pugliesi di cittadini albanesi, ai giorni nostri i “barconi” provenienti dalla Libia. L’Uganda, conosciuta come la Perla d’Africa per la sua natura selvaggia ed impenetrabile, ricca di acqua e di materie prime, non ha sbocco sul mare! .. eppure accoglie oltre 1,4 milioni di rifugiati (stima al 31 gennaio 2021), in prevalenza dal Sud Sudan e dalla Repubblica Democratica del Congo. Una migrazione interna al Continente, una migrazione che non viene dal mare.
venerdì 12 febbraio 2021 in Made In Italy
Il Kenya delle migrazioni è multietnico e, in una certa misura, è anche un osservatorio naturale dei flussi migratori in atto sul continente africano. Crocevia di migrazioni interne, forzate, internazionali, questa nazione fu oggetto d'indagine nell'anno chiave dell'incremento d'attività dell'estremismo islamico. Nel 2015 il Kenya accoglieva un milione di immigrati, per la maggior parte continentali, due terzi dei quali avevano scelto il Kenya per motivi lavorativi, economici o per le opportunità d'istruzione altrimenti inottenibili nei paesi di origine. Il terzo rimanente era rappresentato da rifugiati provenienti da zone di guerra o di alta instabilità sociale. Nel 2020 i cambiamenti più significativi riguardano la percezione del territorio a livello internazionale.
lunedì 25 gennaio 2021 in Scenari di Crisi
Il 22 gennaio 2019 in Libia si contavano 34 centri di contenimento - hotspot - gestiti dal governo libico e si documentava un traffico di migranti che fatturava medie di 60.000 dollari a settimana e che nel 2018 aveva gestito circa 170.000 migranti. Quei flussi migratori riguardavano la Siria e diverse nazioni africane come Eritrea, Etiopia, Somalia e Sudan. Allora le speculazioni su quali fossero i motivi che spingessero persone di ogni estrazione sociale ad imbarcarsi in viaggi della speranza convergevano su due ipotesi - opportunità, fuga da zone di guerra - entrambe utili per storytelling di comunicazione politica.